Viaggio di studio 2026 in Georgia
Settembre 2026
Settembre 2026
Il viaggio sarà confermato solo se le condizioni socio-politiche del Paese garantiranno di effettuarlo in piena sicurezza.
Comunicheremo quanto prima il programma e il costo del viaggio.
Cenni storici sulla Georgia
È in Georgia, più precisamente nella Colchide (antico nome di una regione occidentale di quella), che Giasone si recò con un gruppo di compagni sulla nave Argo a conquistare il vello d’oro secondo le antiche leggende greche.
La storia della Georgia è travagliata. La saga degli Argonauti presuppone scambi commerciali tra i greci e il Caucaso; a partire da circa il 600 a.C., colonie greche si stabilirono in Colchide e Lazica. Dal 400 a .C., l’Iberia (Georgia orientale) formò un regno. Le guerre di Pompeo (65/64 aev) ne fecero un protettorato romano, mentre quella occidentale fu annessa al dominio di Roma e resto – almeno nominalmente – sotto Bisanzio fino al X secolo. Nel IV secolo, la parte orientale entrò nella sfera d’influenza dei persiani (Sassanidi) e fu teatro delle guerre tra persiani e bizantini. Verso il 655, gli Arabi la conquistarono; i Kazari saccheggiavano ripetutamente il territorio. Verso il 1008, il re Bagrat III unificò le due parti della Georgia dando inizio all’epoca più felice della storia del paese. Dopo il 1236, indebolito dagli attacchi mongoli il potere centrale scomparve e fu sostituito da numerosi piccoli stati, alcuni dei quali caddero in potere della Persia e dell’Impero ottomano; le lotte ininterrotte tra questi due imperi peggiorarono la situazione della Georgia, finché nel XVIII secolo il re Eraclio II riuscì a riunificarla. Ma lo zar Alessandro I inglobò progressivamente la Georgia nell’impero russo tra il 1801 e il 1810.
Alla fine della Prima guerra mondiale, nel 1918, la Georgia si proclamò indipendente, ma nel 1921 fu occupata dall’Armata rossa. Dal 1922 al 1937 fece parte della Repubblica socialista sovietica di Transcausasia, poi divenne Repubblica socialista sovietica di Georgia. Dopo il crollo dell’URSS, la Georgia si è proclamata nel 1991 repubblica indipendente, e lo rimane tuttora, in condizioni però d’instabilità. Due regioni separatiste, l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia, si sono rese di fatto indipendenti con il sostegno della Russia, e la Georgia si è trovata in conflitto con la musulmana Repubblica autonoma dell’Adžarija.
Dopo i governi filorussi di E. A. Ševardnadze (dal 1992), che fecero entrare la Georgia nel 1993 nella Comunità degli stati indipendenti, dominata dalla Russia, le denunce dei brogli perpetrati dal suo partito nelle elezioni del 2003 («Rivoluzione delle Rose») lo costrinsero alle dimissioni, e nel 2004 il capo dell’opposizione M. Saakašvili vinse le elezioni con una maggioranza di oltre il 95 %. Combatté corruzione e criminalità, ma la sua politica di avvicinamento all’Unione Europea e agli Stati Uniti ha preoccupato la Russia che nel 2008 ha mandato truppe in Ossezia del Sud per impedire alla Georgia di riprenderne il controllo; in seguito la Georgia è uscita dalla Comunità degli Stati indipendenti. Le elezioni legislative dell’ottobre 2012 hanno decretato la sconfitta di Saakašvili a favore del partito «Sogno georgiano», che ha guidato la maggioranza negli anni successivi. Nel febbraio 2022 la presidente della repubblica S. Zurabišvili ha presentato all’UE una richiesta di candidatura della Georgia a membro dell’Unione; nel dicembre 2023 il Consiglio europeo ha concesso lo status di paese candidato. Nel marzo 2023 e nell’aprile 2024 vi sono state forti manifestazioni di piazza rispettivamente contro una legge intesa a limitare le attività dei media e delle ong (poi revocata) e contro un disegno di legge «sugli agenti stranieri» che di fatto avrebbe impedito le proteste di piazza e ritardato l’eventuale ingresso nell’UE. Le elezioni legislative dell’ottobre 2024, vinte dal partito «Sogno georgiano», sono state fortemente contestate dalle opposizioni e dalla comunità internazionale; nel dicembre 2024 la presidente Zurabišvili ha definito illegittima la nomina del suo successore M. Kavelašvili, che rischia di congelare i colloqui di adesione all'UE. Con un’affluenza del 40% e con il boicottaggio pressoché totale dell’opposizione, il partito di governo «Sogno georgiano» ha stravinto le elezioni amministrative dell’ottobre scorso 2025.
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